
I latitanti traditi da Facebook
Mercoledì, 2 Maggio 2012
L’irresistibile voglia di un like. Ed ecco che una foto appena scattata solletica il narcisismo che spinge a diffonderla in rete. Una mossa che può costare caro, come ben sanno i latitanti italiani arrestati dalle forze dell’ordine dopo aver postato una loro immagine su Facebook.
L’ultimo caso in ordine di tempo (lo scorso marzo) è quella di Vito Roberto Palazzolo, il palermitano condannato per mafia e accusato di essere il cassiere di Riina e Provenzano. Mentre i magistrati lo accusano di essere un riciclatore, trafficante di droga, consigliere dei grandi boss di Cosa nostra, lui se la spassa in Thailandia. La bella vita tra struzzi e gioielli sarebbe proseguita in tranquillità se non fosse stato per le troppe mail inviate ai famigliari e le foto postate sul social network. Le intercettazioni telematiche hanno permesso alle autorità thailandesi di arrestarlo su richiesta dell'Interpol.
Che dire poi di Michele Grassi, un 27enne ricercato per spaccio di droga. Viveva a Londra dove lavorava come cameriere. Agli investigatori è bastato poco per capire che le statue di cera che comparivano nelle foto erano quelle di Madame Tussauds, il museo delle cere londinese. Visionando altre immagini inserite nel profilo, lo scorso febbraio i carabinieri sono riusciti a rintracciare anche il locale dove lavorava. Da qui la solita procedura: Interpol, carcere, estradizione in Italia.
Tra i malviventi presi grazie al sito di Zuckerberg c’è anche uno dei 100 latitanti più pericolosi d’Italia. È Salvatore D’Avino, 39 anni, il camorrista catturato nell’agosto del 2011 a Marbella, in Spagna. Aveva appena raggiunto la sua compagna marocchina, trasferitasi in Costa del Sol per partorire. E proprio alcune fotografie diffuse in rete dalla donna lo hanno incastrato.
Altra storia è quella di Pasquale Manfredi, 33 anni, accusato di associazione mafiosa, omicidio e detenzione di armi da guerra. Nel marzo 2010 era stato arrestato sull’Isola di Capo Rizzuto (Crotone) grazie alle informazioni ottenute da foto caricate dal cellulare. E dire che Manfredi è sempre stato uno accorto, uno che ha frequentato una “scuola di guerra” nell’Oltrepo pavese. Un vero guerriero a cui nessuno però aveva spiegato che anche le forze dell’ordine, e non solo gli amici, guardano Facebook. Il suo profilo aveva una ragione in più per essere tenuto sotto controllo: in rete si faceva chiamare Scarface, come il trafficante di cocaina interpretato da Al Pacino.
Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it
Telefonia: il mobile ha superato il fisso
Mercoledì, 2 Maggio 2012
La telefonia pesa sempre di più sul Pil (2,7%) e il mobile supera per valore il fisso, con il suo 52% del totale; i prezzi, caso unico nel panorama economico, sono in continua flessione (-33% in 15 anni) ed è boom per gli smartphone; infine, non è più rinviabile la soluzione di realizzare reti di nuova generazione. Sono alcuni dei punti sul pianeta tlc messi in luce dal presidente dell'Authority Corrado Calabrò nel bilancio di fine mandato.
Tlc, una fetta sempre più consistente del Pil
Il settore tlc pesa ormai sul Pil per il 2,7%, con il mobile che vale stabilmente più del fisso, al 52%, ha detto il numero uno dell'Authority. Il prepotente sviluppo della telefonia cellulare si nota sia nel numero di sim, oltre una e mezza per abitante, ma soprattutto nella grande diffusione degli smartphone, che sono ormai circa il 30% del totale dei telefonini. L'Italia, inoltre, presenta la più alta penetrazione di smartphone tra i giovani (47%).
Nelle reti mobili, spiega ancora Calabrò, il traffico dati ha superato il tradizionale traffico voce, grazie alle tecnologie 3G e alla forte diffusione di nuovi terminali, come smartphone e tablet. Inoltre siamo il Paese con il maggior numero in Europa di telefoni cellulari e con la maggiore diffusione di apparecchi idonei a ricevere e trasmettere dati in mobilità (smartphone, ipad, chiavette Usb). E nella portabilità del numero telefonico siamo ai primi posti con 30 milioni di passaggi (dal 2006) e con tempi ridotti a un giorno lavorativo, contro i 20 di media di tre anni fa. I cambi di operatore negli ultimi 12 mesi hanno superato i 9 milioni, dato record in Europa.
Calabrò: si acceleri sulle reti di nuova generazione
"Il problema delle reti di nuova generazione, anche per la rete fissa, non è più rinviabile - ha detto ancora Calabrò -. La via che hanno intrapreso gli operatori di telecomunicazioni per la loro espansione è quella di dotarsi di un maggior numero di frequenze per la telefonia mobile. Da qui il successo della recente asta. Ma, pur con il potenziamento Lte, senza l'integrazione con la fibra (quanto meno per il backhauling dalle stazioni radio), la rete mobile non sopporterà ingenti volumi di traffico, specie nelle ore di punta e soprattutto per lo streaming video". Da parte sua l'Agcom, ha sottolineato il presidente, ha provveduto "dettando per le reti di nuova generazione regole che sono ritenute tra le più complete in Europa".
"Internet è un fenomenale motore di crescita sociale ed economica, ma la rete fissa è satura e quella mobile rischia ricorrenti crisi asmatiche", ha poi precisato, ribadendo la preoccupazione per il sovraccarico delle reti e aggiungendo che "il traffico dati da connettività broadband mobile è triplicato negli ultimi due anni".
"Il ritardo nello sviluppo della banda larga - ha poi ricordato Calabrò - costa all'Italia tra l'1 e l'1,5% del Pil". Inoltre l'Italia, dice ancora il presidente uscente dell'Autorità, è sotto la media Ue per diffusione della banda larga fissa, con 21 linee ogni 100 abitanti contro le 27 dell'Europa, per numero di famiglie connesse a internet (62% contro il 73%) e a Internet veloce (52% contro 67%), per gli acquisti e per il commercio on line. Per le esportazioni mediante l'Ict l'Italia è fanalino di coda in Europa; solo il 4% delle Pmi vendono online, mentre la media Ue-27 è del 12%.
Telefonia, l'unico settore con i prezzi in controtendenza
"Le tlc rimangono l'unico servizio con una dinamica marcatamente anti-inflattiva - ha poi chiarito il presidente Agcom, ricordando che la diminuzione dei prezzi finali "è stata di oltre il 33% negli ultimi quindici anni, a fronte di un aumento del 31% dell'indice generale dei prezzi". Nel periodo 2005-2010, aggiunge, i prezzi sono diminuiti del 15%. Inoltre i tagli sulla terminazione mobile "hanno determinato un potenziale risparmio per i consumatori di circa 4,5 miliardi".
Telecom, scende la quota di mercato fisso
La quota retail di Telecom nel fisso è scesa di quasi 20 punti percentuali dal 2005, attestandosi, nella banda larga, al 53%, secondo il numero uno dell'Agcom. "E' costante - spiega Calabrò - la riduzione della quota di mercato degli incumbent: nel mobile nessun operatore possiede una quota superiore al 35%".
"Autonomia Autorità: seguire l'iter giusto
Infine, Calabrò ha detto che le Autorità devono operare "in piena autonomia", adottando regole con il "giusto procedimento". Ha rivendicato l'indipendenza e, facendo implicito riferimento all'emendamento alla legge semplificazioni sull'ultimo miglio di Telecom, ha osservato che "le questioni tecniche si discutono in un tavolo con al massimo 10 esperti, non in un'assemblea rappresentativa di 500 persone. Sarebbe concepibile che la legge stabilisca come deve essere composta la catena di montaggio in una fabbrica?".
Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it
Stipendi fermi, crescita ai minimi dal 1983 Si allarga la forbice salari-prezzi
Martedì, 24 Aprile 2012
Nel mese di marzo le retribuzioni contrattuali orarie sono rimaste ferme rispetto al mese precedente e sono salite dell'1,2% rispetto a marzo 2011, mantenendosi a livello tendenziale sul tasso di crescita più basso dal 1983, anno d'inizio delle serie storiche. Lo rileva l'Istat, aggiungendo che nel primo trimestre del 2012 la retribuzione è cresciuta dell'1,3% rispetto al corrispondente periodo del 2011.
Il differenziale tra la crescita tendenziale delle retribuzioni (+1,2%) e la crescita dell'inflazione (+3,3%) segna in marzo quota 2,1 punti percentuali, il livello più alto da agosto 1995, quando era pari al 2,4%.
Con riferimento ai principali macrosettori, a marzo le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell'1,7% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a marzo presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,9%), chimiche, comparto di gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e quello delle telecomunicazioni (2,7% per tutti i comparti). Si registrano, invece, variazioni nulle nell'agricoltura, nel credito e assicurazione e in tutti i comparti appartenenti alla pubblica amministrazione.
Alla fine di marzo i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 67,4% degli occupati dipendenti e al 61,8% del monte retributivo osservato. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 32,6% nel totale dell'economia e del 12,3% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 27 mesi.
Alla fine di marzo risultano in vigore 42 accordi, che regolano il trattamento economico di 8,8 milioni di dipendenti; ad essi corrisponde il 61,8% del monte retributivo complessivo. Nel settore privato l'incidenza è pari all'84,3%, con quote differenziate per attività economica: la copertura è del 93,5% per il settore agricolo, del 98,4% per l'industria e del 69,3% per i servizi privati.
In totale, i contratti in attesa di rinnovo sono 36 - di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione - relativi a circa 4,3 milioni di dipendenti (circa tre milioni nel pubblico impiego). A partire da gennaio 2010 tutti i contratti della pubblica amministrazione sono scaduti e rimarranno tali in ottemperanza alle disposizioni della legge 122/2010 all'art. 9 comma 7 che stabilisce il blocco delle procedure contrattuali e negoziali relative al triennio 2010-2012.
Fonte: http://www.adnkronos.com
E' boom per l'uso delle biciclette, 25 milioni di due ruote circolano in Italia
Martedì, 17 Aprile 2012
Boom dell'uso della bicicletta in Italia, sono in 25 milioni a pedalare. E' quanto risulta da un'indagine dell'Osservatorio Linear , del gruppo Unipol. "Negli ultimi anni -sottolinea una nota- la due ruote sta diventando il mezzo più utilizzato dalle persone per muoversi nel caos cittadino, per restare in forma e soprattutto per dare sollievo al portafogli sotto stress per il caro benzina, un'ottima notizia per chi spera in città più vivibili".
Dall'indagine risulta che "l'Italia intera, da nord a sud, esprime la stessa necessità: avere più piste ciclabili nelle strade delle nostre città -prosegue lo studio-. Lo chiede il 65% degli intervistati, con un picco del 70% tra gli abitanti del nord. In Italia ce ne sono 3.227 km in totale, troppo poche se paragonate al resto d'Europa".
Oltre alle strade inadatte, il ciclista urbano tuttavia deve far fronte anche ad altri problemi: ogni giorno deve infatti affrontare le ire degli automobilisti, che spesso mal sopportano la presenza delle due ruote: il 61% degli automobilisti intervistati non sopporta infatti che circolino sempre in mezzo alla strada mentre, per un 58%, non prestano attenzione e sbucano senza guardare".
Fonte: http://www.adnkronos.com
Evasione, nel 2011 recuperati 12,7 miliardi
Giovedì, 29 Marzo 2012
Nel 2011 il fisco ha incassato dal recupero dell'evasione 12,7 miliardi di euro, il 15,5% in più rispetto al 2010. Lo comunica l'Agenzia delle Entrate. Sempre lo scorso anno l'amministrazione fiscale ha messo in campo 697mila accertamenti, l'1,2% in meno rispetto ai quasi 706mila del 2010.
Il 2010 si era chiuso con un recupero di 11 miliardi di euro dalla lotta all'evasione: il 2012 ha reso quindi alle casse pubbliche 1,7 miliardi in più, secondo i risultati illustrati dal direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera.
Tra i 12,7 miliardi i versamenti diretti ammontano complessivamente a 8,2 miliardi (erano 6,6 miliardi nel 2010; +24,2%), mentre il riscosso da ruoli arriva a 4,5 miliardi (erano 4,4 miliardi nel 2010; +2,3%).
A fronte di una diminuzione (-1,2%) del numero di accertamenti, che passano dai quasi 706mila del 2010 ai circa 697mila del 2011, la maggiore imposta accertata cresce del 9,3% superando la quota di 30,4 miliardi contro i 27,8 registrati nel 2010.
"L'Agenzia è complessivamente cresciuta in tutti i settori - ha affermato Befera - nonostante siano diminuite le risorse umane disponibili. Un risultato raggiunto grazie alla professionalità dei nostri dipendenti e alle strategie adottate che hanno puntato sempre più a una maggiore efficacia ed efficienza".
Befera: mi auguro che nel 2012 arrivino risultati migliori
Per il 2012 Befera si aspetta un'ulteriore crescita delle entrate dovute alla lotta all'evasione. "Mi auguro - dice il numero uno dell'Agenzia delle entrate - risultati migliori" dalla lotta all'evasione, "ma soprattutto un aumento della tax compliance, ovvero un miglioramento delle entrate in sede di dichiarazione dei redditi" con gli adempimenti spontanei. Befera ha inoltre sottolineato che nei confronti del fisco "la cultura sta cambiando".
"Bologna, seguiremo il caso. Ci dispiace molto"
Befera è anche intervenuto per commentare il tragico evento di Bologna, dove un uomo si è dato fuoco davanti all'Agenzia delle entrate perché non riusciva a pagare le tasse che gli venivano richieste. "Siamo estremamente dispiaciuti", ha detto, sottolineando poi che l'Agenzia "seguirà direttamente questa situazione per non creare ulteriori problemi. Gli auguro di riprendersi presto".
"In una situazione di difficoltà economica e di crisi finanziaria - ha aggiunto - episodi come questi purtroppo possono accadere. Seguiremo direttamente questa situazione". Il direttore delle Entrate ha detto che da tempo, anche per queste ragioni di contesto economico, "chiediamo ai nostri dipendenti sempre il massimo rispetto nei confronti dei cittadini". Tempo fa Befera aveva infatti mandato una circolare a tutte le strutture chiedendo proprio la massima attenzione nei rapporti con i contribuenti.
"Operazione Cortina? Continueremo"
Le operazione di controllo, come quelle inaugurate con il blitz di Cortina di Capodanno, condotte da Agenzia Entrate e Guardia di finanza, "rientrano nella nostra attività ordinaria e proseguiranno", come ha detto ancora Befera sottolineando che "si tratta di operazioni che vengono messe in campo dopo una selezione accurata. Non controlliamo chi passa per caso".
Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it
Le piccole e medie imprese contribuiscono per il 50% all'export
Giovedì, 22 Marzo 2012
Il contributo alle esportazioni proveniente dalle imprese piccole e medie è pari al 50% del totale, un valore che nei settori tradizionali del Made in Italy è prossimo al 70%. E' quanto emerge da una ricerca realizzata dal Centro Studi Cna in collaborazione con il Centro Tedis della Venice International University, che mette in evidenza il contributo all'export italiano delle piccole e medie imprese
Nonostante la limitata incidenza delle esportazioni rispetto al fatturato totale, le pmi presentano una proiezione internazionale che, a partire dal segmento di imprese con meno di dieci dipendenti, appare notevole: nel 2008 circa 45.000 imprese con una media di 4,5 addetti hanno realizzato più del 20% del proprio fatturato all'estero. Anche la distanza geografica dei mercati di sbocco non sembra costituire un vincolo insuperabile per le pmi. Queste, infatti, si trovano ad operare anche in mercati extra-europei con quote di export analoghe a quelle realizzate dalle imprese medio-grandi.
Tra le imprese esportatrici, quelle più piccole hanno pagato il prezzo più alto alla recessione globale del 2009. Basti dire che tra il 2008 e 2009 il numero di micro-imprese esportatrici si è ridotto di quasi 30 punti percentuali, una variazione che equivale a una riduzione di oltre 13mila unità.
Le micro-imprese sono però quelle che meglio delle altre hanno contenuto la caduta delle esportazioni e, anche per la maggiore flessibilità derivante proprio dalla piccola dimensione, pur avendo patito in maniera più accentuata gli effetti della crisi del biennio 2008-2009, hanno saputo approfittare al meglio della ripresa del commercio mondiale del 2010, recuperando per prime i livelli di export pre-crisi.
L'innovazione e la qualità emergono come i fattori determinanti per superare la crisi che ha investito il sistema delle imprese a partire dal 2008. Le imprese che hanno investito nell'ultimo triennio sui mercati esteri appaiono infatti le più performanti. L'innovazione di processo e di prodotto anche attraverso il ricorso ai brevetti, l'investimento sulla qualità anche di tipo ambientale costituiscono il presupposto per ottenere risultati economici positivi sui mercati internazionali.
E' necessario, si sottolinea nello studio, rinnovare le politiche e gli strumenti in grado di supportare una vasta ed eterogenea platea di interlocutori con esigenze specifiche con azioni di policy intese a rafforzare la posizione competitiva delle pmi sui mercati internazionali che non possono rappresentare la semplice 'miniaturizzazione' dei tradizionali strumenti messi a disposizione della grande impresa internazionale.
Fonte: http://www.adnkronos.com
Giornata dell'acqua, Fao: ''Gestione accorta per un futuro sostenibile''
Giovedì, 22 Marzo 2012
''Vent'anni fa, il primo Vertice sulla Terra di Rio ha evidenziato l'importanza di una gestione accorta delle risorse idriche per riuscire a garantire un futuro sostenibile e la sicurezza alimentare al pianeta''. Ad affermarlo nel suo intervento in occasione della Giornata mondiale dell'acqua è il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva. Da allora, rileva, ''molti paesi hanno fatto grandi passi avanti nella gestione delle proprie risorse idriche, ma ancora molto resta da fare. Occorre soddisfare la domanda agricola in modo da riuscire a preservare l'acqua e le altre risorse naturali, con interventi che vanno dall'intensificazione sostenibile dell'agricoltura, mettendola in grado di produrre il cibo di cui il mondo ha bisogno usando allo stesso tempo l'acqua in modo più intelligente, alla riduzione di perdite e sprechi, alla promozione di diete più salutari''.
Per fare ciò occorreranno investimenti sulle persone, sulle infrastrutture, nell'istruzione e nella sensibilizzazione, e trovare incentivi affinché i piccoli coltivatori adottino le pratiche migliori, e rafforzino la capacità di incrementare la propria produttività, prosegue Graziano da Silva. Secondo il direttore generale della Fao altre aree prioritarie d'intervento sono lavorare per aumentare la capacità di risposta degli agricoltori al cambiamento climatico, rafforzare la governance dell'acqua e creare istituzioni per migliorare la gestione nazionale e regionale delle risorse idriche.
La Fao stima che ogni anno vanno sprecati circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. Una riduzione del 50% delle perdite alimentari e dello spreco di cibo a livello globale farebbe risparmiare 1.350 km3 di acqua all'anno. Per dare un'idea basti pensare che le precipitazioni medie annuali in un paese come la Spagna sono di 350 km3, che la capacità di deposito del Lago Nasser in Egitto e Sudan è di circa 85 km3, e che l'acqua che attraversa la città di Bonn sul fiume Reno nell'arco di un anno ammonta a circa 60 km3.
Al momento attuale sono circa 1,6 miliardi le persone che vivono in paesi o regioni con un'assoluta scarsità d'acqua e si stima che per il 2025 due terzi della popolazione mondiale potrebbe vivere in condizioni di stress idrico. In media un essere umano beve da 2 a 4 litri di acqua al giorno, ma ci vogliono da 2.000 a 5.000 litri di acqua per produrre la quantità di cibo che esso consuma in un giorno. Ed infatti l'agricoltura, a livello mondiale, è responsabile del 70% del consumo d'acqua di superficie e delle falde freatiche.
Per produrre cibo a sufficienza per nutrire la popolazione mondiale è necessario impegnarsi a fare un uso sostenibile dell'acqua, la ''risorsa più critica e limitata del pianeta'' ha affermato nel suo intervento letto all'inizio della cerimonia oggi presso la Fao il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. ''Se non riusciremo ad usare in modo più saggio l'acqua in agricoltura, falliremo nel nostro intento di porre fine alla fame e daremo invece adito a tutta una serie di mali: siccità, carestia, instabilità politica'', avverte Ban Ki-moon. Vi è sempre più scarsità d'acqua in diverse parti del mondo e il tasso di crescita della produttività agricola si è via via rallentato, osserva Ban Ki-moon. Contemporaneamente, il cambiamento climatico fa aumentare i fattori di rischio e imprevedibilità per gli agricoltori, ''specialmente per i contadini poveri dei paesi a basso reddito che sono i più vulnerabili e quelli meno in grado di adattarvisi''.
Per garantire a tutti una sicurezza alimentare e idrica che sia sostenibile, occorrerà trasferire tecnologie appropriate, fornire i piccoli produttori di maggiori strumenti e preservare i servizi degli ecosistemi, continua il segretario generale dell'Onu, che ha poi sollecitato politiche che promuovano il diritto all'acqua per tutti, una normativa più robusta e l'uguaglianza uomo-donna. ''L'acqua - sottolinea Ban Ki-moon - sarà centrale nella creazione del futuro che vogliamo. Al prossimo Vertice della Terra Rio+20, la comunità internazionale dovrà riuscire a vedere la stretta connessione esistente tra sicurezza idrica e sicurezza alimentare e nutrizionale nel contesto di un'economia verde''.
In un messaggio inviato al convegno dell'Accademia nazionale dei Lincei nell'ambito della Giornata mondiale dell'Acqua il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sottolineato che l'acqua è una risorsa primaria a cui è dovuta una gestione responsabile e rispettosa. Nel testo trasmesso al presidente Lamberto Maffei, il capo dello Stato ha espresso "apprezzamento per un'iniziativa volta ad offrire un ampio quadro conoscitivo di un territorio di così ampia estensione e di centrale importanza nel contesto italiano ed europeo".
"In un'area di così antica e diffusa urbanizzazione, è di indubbia importanza richiamare - con il qualificato apporto dell'Accademia dei Lincei - l'attenzione delle istituzioni e delle realtà produttive sulla necessità di una gestione responsabile di un bene primario, quale la risorsa idrica, nel rispetto dei delicati equilibri di ecosistemi complessi e interdipendenti. Una puntuale rilevazione delle aree esposte a rischio idrogeologico e una costante attività di verifica e di controllo - aggiunge Napolitano - potranno favorire azioni coordinate di prevenzione e di difesa del suolo e scongiurare il ripetersi di situazioni di emergenza".
Fonte: http://www.adnkronos.com
Rischi al volante, le 8.38 l'ora più pericolosa
Venerdì, 16 Marzo 2012
Twitter, Facebook e le mail di lavoro che iniziano ad arrivare. Un messaggio di buongiorno alla fidanzata e uno al collega per segnalare il ritardo. Poi l'ultimora di sport, una sbirciata alle notizie di cronaca e boom: il rischio sulle strade raggiunge il picco della giornata. Sono le 8.38 del mattino. Ecco l'ora più pericolosa al volante. Lo riporta il Daily Mail, citando un dossier di una compagnia inglese di assicurazioni.
Complice la disattenzione causata soprattutto dagli smartphone, è in questi sessanta secondi che, almeno in Inghilterra, i pedoni rischiano di più. Secondo lo studio inglese, più di un pedone su cinque (22%) attraversa la strada con gli occhi puntati sul cellulare, senza nemmeno controllare il traffico. Circa uno su otto (13%) confessa di essere troppo indaffarato in questioni di lavoro per porre attenzione alle auto in arrivo. Non sorprende quindi che il secondo orario a rischio, per chi è riuscito a sopravvivere ai pericoli della mattina, siano le 18.22.
I più spericolati sono gli uomini: il 14% di loro, contro l'11% delle donne, ammette di passare da un marciapiede all'altro impegnato con qualche applicazione sul telefono. Se si passa a chiamate e messaggi, le percentuali lievitano: quasi quattro pedoni su 10 (37%) hanno detto di telefonare abitualmente mentre attraversano la strada, mentre poco meno di uno su tre (30%) legge e invia sms.
Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it
Delitto Rea, Parolisi ottiene rito abbreviato
Lunedì, 12 Marzo 2012
Il giudice Marina Tommolini, al termine dell'udienza durata meno di due ore, ha concesso il rito abbreviato a Salvatore Parolisi e una nuova perizia. I legali del caporalmaggiore non hanno rilasciato alcuna dichiarazione uscendo dall'aula. In silenzio durante il corso dell'udienza, che si è svolta a porte chiuse, il caporalmaggiore dell'esercito, accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea. Non ha detto niente neanche dietro invito del giudice. Seduto accanto ai suoi avvocati, non ha mai alzato lo sguardo, evitando così di guardare i famigliari di Melania (padre, fratello e zio), presenti in aula.
"Salvatore è un vigliacco, ha sempre tenuto lo sguardo e la testa abbassata", ha detto il padre di Melania Gennaro Rea uscendo dall'aula. "Io avrei voluto guardarlo negli occhi ma non ho potuto - ha aggiunto il padre di Melania - e ha dimostrato ancora una volta di essere un uomo senza attributi". Commentando la decisione del giudice di ammettere il rito abbreviato, ha aggiunto: "A noi non cambia più di tanto se il giudice vuole approfondire, accettiamo la sua decisione".
Come richiesto dai difensori di Parolisi, il giudice Tommolini ha disposto anche una nuova perizia medico-legale . Il 30 aprile prossimo verrà conferito l'incarico ai due nuovi periti Sara Gino e Gianluca Bruno che dovranno rispondere ai quesiti formulati dai legali del caporalmaggiore. I quesiti potranno essere integrati con le richieste della Procura e della parte civile. Nella stessa udienza verranno sentiti anche i tre testimoni indicati dalla difesa di Parolisi. La prossima udienza del processo con rito abbreviato è stata fissata per il 30 marzo.
Parolisi, questa mattina è entrato da un corridoio riservato ai detenuti evitando i tanti curiosi che volevano vederlo. Fuori dal palazzo di giustizia di Teramo, già dalle prime ore del mattino, si è riunita una piccola folla che lo attendeva. "Non sappiamo se è innocente o no - hanno detto alcune donne -, però vogliamo vederlo. Se è colpevole deve pagare".
"Vorrei che Salvatore non avesse nessuno sconto di pena - aveva dichiarato all'Adnkronos prima di entrare in aula Michele Rea, il fratello di Melania -. Vorrei che nessuno che compie un crimine del genere abbia mai uno sconto di pena. A maggior ragione in questo caso". Tra i familiari di Melania oggi mancava la madre della vittima che è rimasta con la piccola Vittoria Parolisi.
Fonte: http://www.adnkronos.com
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